L’arte di Marilù Giannantonio è un viaggio nell’immaginazione, un percorso in cui il colore diventa strumento di esplorazione interiore e la tela si trasforma in uno spazio dove forme e suggestioni si rincorrono senza mai stancare l’occhio. La sua carriera nasce presto, ai tempi della scuola media, quando le fu consigliato di frequentare il liceo artistico, scelta che la porterà poi all’Accademia di Belle Arti di Roma, sezione scenografia.
Giannantonio predilige la pittura ad olio, tecnica che definisce “più plasmabile e sfumata”, capace di dare vita a effetti di colore ricchi e avvolgenti. Tuttavia, non si limita a un solo mezzo: lavora anche a tempera, acrilico e perfino solo a matita, scegliendo di volta in volta il linguaggio più adatto all’opera. Per lei dipingere è un atto totalizzante, quasi fisico: “Quando dipingo sono in tensione, fino a quando non finisco il quadro non sto bene. Ci penso e mi concentro”.
La sua pittura, come si vede nell’opera in visione, è un’esplosione di forme e cromie. Elementi sinuosi, quasi organici, si intrecciano a figure geometriche e spazi surreali, creando un effetto psichedelico e dinamico. I colori si collocano in contrasti vibranti, raccontando una realtà “moderna, fantastica ma anche solida”. La pop art è per lei il massimo dell’esperienza moderna, ma non disdegna il surrealismo, che considera una teoria sempre attuale.
Giannantonio non lavora con bozzetti preliminari: parte direttamente dalla tela, abbozzando con la matita per poi lasciarsi guidare dal colore. Questa spontaneità le permette di esprimere la sua interiorità senza filtri, senza condizionamenti esterni: “Consiglio ai giovani che vogliono intraprendere questa carriera di lavorare da soli senza avere influenze di qualcuno o qualcosa, neanche storica”.
La soddisfazione più grande, racconta, è stata partecipare a mostre e vedere le proprie opere pubblicate nei cataloghi accanto a quelle di altri artisti. Il rapporto con gallerie e collezionisti è per lei strettamente professionale, e i suoi progetti futuri restano fedeli a un’idea di espressione libera e personale: “Tra 5 o 10 anni mi vedo più matura ma probabilmente sempre uguale”.
La musica è sua compagna inseparabile, fonte di ispirazione costante. E mentre un nuovo quadro attende di essere terminato, Giannantonio continua il suo percorso artistico con la stessa tensione creativa di sempre, alla ricerca di un dialogo con il pubblico, perché “mi interessa il giudizio del pubblico” dice, consapevole che la sua pittura vive davvero solo quando viene guardata, interpretata e amata.