Sandra Di Marcantonio: il viaggio metasimbolico tra anima, colore e spiritualità

Giulianova. Una sera d’estate, nel giardino che custodisce il suo atelier, incontriamo Sandra Di Marcantonio, artista giuliese dalla creatività poliedrica: pittrice, musicista, autrice, spirito libero. I suoi quadri ci accolgono con un impatto immediato: campiture di rosso che si innestano nel bianco, bagliori d’oro che richiamano il sole e la trascendenza, forme classiche che tuttavia non smettono di vibrare di modernità.

La sua è una pittura che si definisce metasimbolica: oltre il simbolo, verso un linguaggio che cerca di dare corpo visibile a ciò che visibile non è. Ogni tela diventa dunque un passaggio, una soglia tra mondo interiore e realtà condivisa.

Anime e gemellarità spirituale

Tra le opere che presentiamo, spicca Anime, un lavoro in cui due figure maschili evocano non soltanto corpi, ma riflessi dell’anima. «La ricerca del gemello spirituale – spiega l’artista – non è per forza un incontro con l’altro: può essere un ritrovamento dentro di sé. Una completezza che abita già in noi, senza bisogno di esterni specchi».

L’arte di Di Marcantonio, in questo senso, diventa un cammino verso la riconciliazione interiore: la gemellarità non come destino amoroso, ma come riconoscimento della propria pienezza.

L’elevazione sospesa

Accanto ad Anime troviamo Sospeso, un’opera che raffigura un uomo in levitazione all’interno di una struttura che richiama una chiesa. Non si tratta, però, di religione in senso dogmatico: «La spiritualità per me non è mai legata alle regole delle istituzioni. È piuttosto una tensione verso l’amore puro, un elevarsi al di là della materia». La chiesa dipinta, dunque, diventa simbolo universale di aspirazione, più che luogo di culto.

La grammatica del colore

Tre sono i poli cromatici che guidano la ricerca di Sandra Di Marcantonio: nero, rosso e bianco. Il nero come oscurità, peso, profondità. Il rosso come azione, trasformazione, energia vitale. Il bianco come purezza e luce. A questi si aggiunge l’oro, che vibra di sacralità e di sole, un ponte verso le filosofie orientali. «Ogni colore – racconta – nasce dallo stato d’animo che vivo in quel periodo. Ci sono fasi “verdi”, più meditative, e fasi rosse, più dinamiche. La pittura è sempre un autoritratto dell’anima».

Tra sogno e musica

Non stupisce che alcune figure emergano da visioni oniriche: volti, corpi sospesi, atmosfere lucide e al tempo stesso misteriose. Altre volte la scintilla nasce dalla musica, compagna costante della sua vita artistica. Pittura, sogno e suono si intrecciano così in un’unica sinfonia interiore.

Un’arte per elevarsi

Il percorso metasimbolico di Sandra Di Marcantonio non offre risposte definitive, ma piuttosto invita a partecipare a una ricerca continua. Tra simboli che si superano e colori che diventano stati dell’anima, la sua pittura è una chiamata all’elevazione: non verso un altrove astratto, ma dentro il cuore stesso dell’esperienza umana.